Il 4 gennaio 2027 il Teatro Massimo ospita il primo Gala Internazionale delle Radici Italiane. Scienziati, imprenditori e protagonisti della cultura provenienti da quattro continenti si incontrano per dare vita a ROOTS, la rete internazionale che punta a fare di Palermo la capitale degli italiani nel mondo.
PALERMO – C’è chi ha contribuito alla realizzazione della prima fotografia di un buco nero, chi lavora alla NASA, chi ha fondato imprese miliardarie negli Stati Uniti e chi ha costruito grandi realtà industriali in Germania, Australia e America Latina, chi ha promosso la cultura del Made in Italy attraverso arte, architettura, cibo. E ci sono le storie delle donne che hanno custodito la cultura italiana lontano dalla propria terra, trasmettendola alle generazioni successive.
Sono alcuni dei protagonisti di ROOTS – Radici, il progetto internazionale promosso a Palermo da Giovanni Callea e Davide Morici, già ideatori di iniziative di economia creativa di rilevanza internazionale, che il 4 gennaio 2027 porterà al Teatro Massimo di Palermo il primo Gala Internazionale delle Radici Italiane.
Un appuntamento che riunirà personalità del mondo scientifico, imprenditoriale, culturale e professionale, espressione di una rete di relazioni che attraversa Europa, Stati Uniti, Canada, Sudamerica e Australia, coinvolgendo imprese che generano complessivamente importanti volumi d’affari e realtà industriali dal valore di miliardi di dollari.
L’obiettivo è ambizioso: trasformare il patrimonio umano, culturale ed economico degli italiani nel mondo in una rete permanente di relazioni, opportunità e progetti, con Palermo come punto di riferimento internazionale.
Una rete internazionale di imprese, cultura e comunicazione
Al progetto hanno aderito realtà di rilievo come 5VIE, protagonista del Fuorisalone durante la Milano Design Week; la Fondazione Antonio Carlo Monzino, impegnata in progetti educativi e di inclusione attraverso la musica; la Fondazione Marea, attiva nella promozione di iniziative culturali e sociali; e OSDIA – Order Sons and Daughters of Italy in America, storica organizzazione di riferimento per le comunità italo-americane negli Stati Uniti e in Canada.
A sostenere la diffusione internazionale del progetto contribuisce il ROOTS International Media Network, che coinvolge testate e piattaforme di comunicazione in diversi Paesi.
Jornal Italia in Brasile; Italy 2 California; Il Pensiero negli Stati Uniti; Italy Report USA, attivo tra Florida e New York; SEGMENTO Magazine e in Sicilia TeleOne, rete televisiva siciliana che da due stagioni ospita un format dedicato ai legami tra i piccoli comuni dell’Isola e le comunità italo-americane di New York, Los Angeles e Filadelfia; e Sicilia Spettacoli.
Dalla NASA alle grandi imprese internazionali: i protagonisti del Gala
Tra le personalità attese al Teatro Massimo figura l’astrofisica Violette Impellizzeri, che ha contribuito alla realizzazione della prima immagine di un buco nero, una delle più straordinarie conquiste scientifiche degli ultimi decenni.
Con lei Thomas J. Misuraca, manager nel settore dell’ingegneria aerospaziale alla NASA, e Frank Manganaro, cofondatore di Nova Biomedical, azienda statunitense del settore biomedicale con oltre 1.500 dipendenti, presente in circa cento Paesi e ceduta nel 2025 per 2,2 miliardi di dollari.
Il mondo imprenditoriale sarà rappresentato, tra gli altri, da Vincenzo Andronaco, protagonista insieme al nipote Giovanni dello sviluppo di Andronaco Grande Distribuzione in Germania, e Massimiliano Cava, fondatore di Da Vinci Engineering, azienda con oltre 500 dipendenti, attiva nel distretto automobilistico di Stoccarda e con una presenza internazionale.
Tra gli ospiti anche Pasqualino Monti, amministratore delegato di Terna e già presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale, protagonista di importanti processi di trasformazione infrastrutturale.
Dal mondo dell’architettura internazionale arriva Carmelo Zappulla, fondatore dello studio External Reference, autore di progetti per le esposizioni universali di Yeosu e Dubai.
La gastronomia italiana come patrimonio economico e culturale
Un ruolo importante sarà riservato a quanti hanno trasformato la cultura gastronomica italiana in un modello imprenditoriale internazionale.
Tra questi Celestino Drago, protagonista della ristorazione a Los Angeles insieme ai fratelli Giacomino, Tanino e Calogero. La famiglia gestisce oggi dieci ristoranti e impiega centinaia di persone, contribuendo da decenni alla diffusione della cultura culinaria italiana negli Stati Uniti.
Da Chicago arriva Michelle Durpetti, esponente della terza generazione italo-americana e custode della tradizione di Gene & Georgetti, storico ristorante italiano della città.
Dall’Australia partecipa Giorgio Linguanti, imprenditore che trasforma oltre dieci milioni di litri di latte e ha fatto della mozzarella italiana prodotta in Australia un riferimento per il mercato locale.
Dalle Americhe all’Europa: storie di successo e appartenenza
Numerose le personalità provenienti dagli Stati Uniti.
Salvatore Anza, fondatore di PM Packaging, azienda di riferimento nel settore degli imballaggi in Nordamerica, con stabilimenti tra California e Messico; Michael Colomba, imprenditore delle costruzioni che ha contribuito alla realizzazione di 35 torri di controllo aereo; Tony Di Piazza, imprenditore immobiliare e figura di riferimento della comunità italo-americana, tra i primi investitori impegnati nella rinascita del Palermo Calcio.
E ancora Franca Grispino, fondatrice di Altomonte’s Italian Market in Pennsylvania; Giovanni Gullo e Maria Lo Cicero, legati allo sviluppo dell’area industriale di Elk Grove Village, nell’area metropolitana di Chicago, uno dei maggiori poli industriali degli Stati Uniti, con circa quattromila strutture; e Gregory Sampognaro, cardiologo interventista in Louisiana, protagonista di un’intensa attività clinica nel settore delle procedure coronariche.
Dalla Germania arriveranno Antonio Di Gorga, esponente della ristorazione italiana in Baviera e figura di riferimento nell’ambito di DEHOGA, l’associazione di categoria del settore alberghiero e della ristorazione; Roberto Farnetani, impegnato nella distribuzione del Made in Italy a Monaco; Concetta Ragusa, Chef ed imprenditrice della ristorazione a Stoccarda, Ambasciatrice della Cucina Italiana; e Marinella Sammarco, scrittrice, imprenditrice della ristorazione e promotrice di esperienze di viaggio legate alla cultura italiana.
Dal Brasile parteciperanno Biagio Di Martino, imprenditore specializzato nella lavorazione dell’acciaio inossidabile, e Mirko Nuccio, attivo nella distribuzione di prodotti italiani nei mercati dell’America Latina.
Dall’Argentina arriverà Gustavo Velis, professore e ricercatore impegnato nei temi dello sviluppo sostenibile e della cooperazione scientifica tra Italia e Argentina.
Storie differenti per generazione, professione e provenienza geografica, ma accomunate dalla capacità di trasformare le proprie origini in un elemento di forza, innovazione e incontro con altre culture.
Le quattro donne che custodiscono la memoria delle Radici
Accanto ai protagonisti della scienza, dell’impresa e delle professioni, ROOTS ha scelto di valorizzare anche quattro donne che rappresentano una dimensione spesso meno raccontata della storia italiana nel mondo: quella delle madri e delle nonne, delle donne che hanno accompagnato i propri figli nei loro viaggi, che ne hanno atteso il ritorno o che hanno custodito e tramandato la cultura italiana lontano dalla terra d’origine.
Sono Angela Matarrese, che a novant’anni continua a lavorare nella cucina del proprio ristorante a Berlino; Carmela Maria Baglio, madre dei fratelli Drago, originaria di Galati Mamertino; Gisella Specolizzi, protagonista di una storia familiare legata alla ristorazione italiana ad Amburgo; e Pasqualina Piccinini Crocetta, che a Barcellona rinnova la tradizione italiana del tiramisù attraverso un concept store realizzato insieme alla nipote.
Quattro storie che ricordano come dietro ogni viaggio ci sia anche qualcuno che resta, e come il patrimonio degli italiani nel mondo non sia costituito soltanto da risultati economici e professionali, ma anche da affetti, memoria, sacrifici e appartenenza.
La Radice d’Oro: un riconoscimento che diventa memoria collettiva
Nel corso del Gala, i trenta protagonisti riceveranno la Radice d’Oro, il riconoscimento simbolico disegnato dall’artista Domenico Boscia, destinato a celebrare quanti hanno contribuito, attraverso il proprio percorso umano e professionale, a generare valore e a costruire nuove relazioni tra l’Italia e il mondo.
La Radice d’Oro non rappresenta soltanto un riconoscimento individuale, ma un invito a partecipare alla costruzione di una comunità internazionale.
Il 5 gennaio 2027, nel corso di una cerimonia presso l’ex Reclusorio Femminile di Ballarò, le Radici d’Oro saranno inserite permanentemente nell’Albero delle Radici, l’opera collettiva destinata al futuro Museo Internazionale delle Radici.
Ogni protagonista affiderà alla Fondazione un messaggio rivolto alle generazioni future, che resterà associato alla propria Radice e sarà custodito nel patrimonio digitale del Museo.
Anche gli ospiti, i partner e i cittadini potranno partecipare alla costruzione dell’Albero, lasciando un segno della propria storia personale e familiare.
Il Gala, che si svolgerà nell’anno del 130° anniversario del Teatro Massimo, vedrà la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, imprenditori, ricercatori, artisti e comunità italiane all’estero.
L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio del Ministero del Turismo, della Regione Siciliana e del Comune di Palermo.
Palermo capitale degli italiani nel mondo
Alla base di ROOTS c’è una visione che supera la tradizionale narrazione dell’emigrazione.
Oltre 80 milioni di italiani e italo-discendenti costituiscono una delle più grandi comunità culturali diffuse nel mondo. Un patrimonio straordinario di relazioni, competenze, imprese, conoscenze e identità che troppo spesso viene raccontato esclusivamente attraverso la nostalgia della partenza e il legame con la terra lasciata.
ROOTS propone di cambiare prospettiva.
Gli italiani nel mondo non hanno soltanto conservato la memoria delle proprie origini. Hanno contribuito a costruire i Paesi che li hanno accolti, fondando imprese, sviluppando tecnologie, creando nuovi linguaggi culturali, trasformando tradizioni gastronomiche e partecipando alla crescita delle società in cui vivono.
Il progetto intende riconoscere e valorizzare questo contributo, trasformandolo in una rete capace di generare nuove opportunità culturali, sociali ed economiche.
Negli ultimi tre anni, attraverso iniziative culturali, missioni internazionali e attività di networking, i promotori hanno sviluppato relazioni a Los Angeles, Chicago, Berlino, Tokyo, Singapore e Osaka, partecipando anche alle iniziative collegate a Expo Osaka 2025.
Oggi queste esperienze convergono in ROOTS, con l’obiettivo di costruire una struttura internazionale permanente, articolata in delegazioni, partnership e programmi condivisi.
Il Museo Internazionale delle Radici: da Ballarò una nuova visione del mondo
Il cuore culturale del progetto sarà il Museo Internazionale delle Radici, che nascerà nell’ex Reclusorio Femminile di Ballarò, nel centro storico di Palermo.
Un luogo destinato a raccogliere storie, testimonianze, opere artistiche e progetti culturali che raccontino il significato universale delle radici, non come confine o vincolo di appartenenza, ma come punto di partenza per l’incontro tra culture.
L’iniziativa del 5 gennaio segnerà una nuova tappa nel percorso di realizzazione del Museo, che si propone di diventare uno spazio aperto alla partecipazione delle comunità italiane nel mondo e al dialogo internazionale.
Il Gala del 4 gennaio non sarà dunque soltanto una celebrazione delle eccellenze italiane, ma l’avvio pubblico di un progetto che vuole fare di Palermo un luogo di incontro permanente tra l’Italia e le sue comunità nel mondo.
Perché, come recita il manifesto di ROOTS:
«Le Radici non ci dicono dove dobbiamo restare. Servono a portarci lontano».



