Il ponte che non si vede dall’aereo
US Sicilians, il viaggio di Danilo Parisi tra i siciliani d’America, arriva alla terza stagione.
C’è un ponte che non si vede dall’aereo, eppure ci si vola sopra in continuazione. Da un capo unisce paesi che in Sicilia si contano quasi casa per casa — Galati Mamertino, Ferla, Torretta: minuscoli puntini appena disegnati sulla mappa — dall’altro capo città che nell’immaginario collettivo ne sono l’esatto opposto: New York, Los Angeles, Filadelfia, San Diego. Da un lato all’altro di questo ponte, negli ultimi due anni, sono stati percorsi oltre 23 mila chilometri, fra voli intercontinentali e incursioni coast to coast. Ma il vero filo rosso che tiene insieme luoghi così diversi e così lontani non è fatto di chilometri: è fatto di persone che fanno la spola fra questi due mondi, e che ogni volta portano un pezzo dell’uno dentro l’altro.
È il viaggio raccontato da US Sicilians, uno dei partner del progetto ROOTS. Il format è stato ideato e diretto da Danilo Parisi, ed arriva quest’anno alla sua terza edizione. US Sicilians ci piace, perché racconta l’emigrazione non come un capitolo chiuso nei libri di storia ma come una comunità viva. Il progetto intreccia il legame emotivo con le radici, la valorizzazione dei luoghi d’origine, la cucina locale come linguaggio identitario. E così, ad ogni puntata, avvengono inaspettate nozze fra un paese siciliano di poche migliaia di anime e una metropoli americana che spesso conta milioni di abitanti.
Quattordici eccellenze, un solo filo
Nelle prime due stagioni, andate in onda su Tele One fra il 2025 e il 2026 (se volete godervele, qui il link), la troupe ha attraversato quindici comuni siciliani e incontrato sedici italo-americani di eccellenza: imprenditori, professionisti, chef. Uomini arrivati a New York, Los Angeles, Filadelfia o San Diego, portando sempre con sé il nome del paese da cui sono partiti. L’elenco completo, comune per comune, è in nota a fondo pagina.
Esiste una trama unica che unisce queste storie, di uomini che non si conoscono tra loro, lavorano in campi che spesso sono molto lontani tra loro, eppure ripetono tutti lo stesso schema: partire con poco o nulla, avere sogni e ricostruire altrove un’autorevolezza che il paese d’origine non aveva ancora avuto modo di misurare.
Leggendaria la storia di Celestino Drago, di Galati Mamertino, oggi icona della gastronomia italiana in America: dal ristorante Celestino di Beverly Hills al Drago di Santa Monica, fino a Il Pastaio e Drago Centro, ha costruito a Los Angeles un piccolo impero premiato come “Best New Chef” da Food & Wine e onorato con un invito alla James Beard House di New York.
Della stessa levatura, nella costa opposta, è la storia di Joe Farruggio, di Castrofilippo: partito nel 1970 sulla nave Michelangelo con la sua famiglia, è entrato a lavorare in una pizzeria newyorkese cinque giorni dopo lo sbarco. Oggi il suo ristorante Il Canale, a Georgetown, è tra i settanta migliori ristoranti italiani al mondo, ha ricevuto il riconoscimento Gambero Rosso e un premio dalla Italy-America Chamber of Commerce; nel 2022 ha raccontato la propria storia nel libro “My Name is Joe And I Am A Pizza Man”.
Non solo cucina, ovviamente: c’è Giovanni Orlando Conti, di Misilmeri, che si è laureato in legge a Palermo prima di specializzarsi alla Fordham University e approdare in uno studio legale di Manhattan, dove si occupa di diritto d’autore internazionale e si propone come un ponte per gli imprenditori siciliani che vogliono affacciarsi sul mercato americano. E Tony Di Piazza, di San Giuseppe Jato, imprenditore immobiliare e filantropo, patron del Festival della Canzone Italiana di New York e famosissimo a Palermo in quanto ex vicepresidente del Palermo Calcio.
Sono alcune delle storie di US Sicilians: non vogliamo spoilerarvi la serie, vi invitiamo a scoprirle una a una, dedicando il tempo che queste storie meritano.
Un pubblico crescente ha seguito questo andirivieni fra continenti: 370 mila visualizzazioni su Instagram e 20 mila su YouTube, oltre all’eccellente riscontro degli ascolti televisivi regionali su Tele One (altro partner ROOTS). Numeri che raccontano quanto, in fondo, ci fosse bisogno di uno specchio come questo: capace di far vedere alla Sicilia che resta la Sicilia che parte, senza retorica e senza nostalgia di maniera.
Un ponte che cambia equipaggio, non rotta
Con la terza stagione, in partenza per gli Stati Uniti dal Columbus Day, US Sicilians rinnova il proprio equipaggio senza perdere la rotta — e lo fa con una doppia presenza femminile che segna una novità rispetto alle edizioni precedenti. A raccontarvi questa storia sarà Sonia Hamza, molto nota negli ambienti televisivi siciliani, che prende il timone della conduzione. Al suo fianco sale a bordo, per la prima volta, anche Alex Allyfy, la content creator che il pubblico ha eletto vincitrice — la più votata tra tutti i candidati — nel contest lanciato sulla pagina Instagram di US Sicilians, e che ora racconterà da dentro, con gli strumenti dei social, lo stesso viaggio finora raccontato dalla televisione.
È un dettaglio che dice molto sulla direzione presa dal progetto: non solo un programma che si guarda, ma anche una rete che si attraversa — e che, quest’anno, lo fa con due donne a guidare il racconto.
Perché conta ancora raccontarlo
Dietro ogni comune elencato, dietro ogni sindaco che ha aperto una sala consiliare e ogni protagonista che ha raccontato la propria storia davanti a una telecamera, c’è la stessa domanda a cui US Sicilians prova a rispondere ogni volta da capo: cosa resta delle radici, quando la vita ti porta lontano da dove sei nato? La risposta non è nostalgica, ma viva, come noi di ROOTS sappiamo bene: le radici non sono un peso da cui allontanarsi né un ricordo da conservare sotto vetro, sono la ragione per cui, ogni anno, qualcuno torna a bussare alla porta di un paese siciliano con una telecamera in spalla, e qualcun altro, dall’altra parte dell’oceano, riconosce in quel racconto la propria casa.
“La nuova stagione nasce nel segno della continuità, ma anche della voglia di guardare avanti,” ha detto Parisi presentando il progetto 2027. “Vogliamo continuare a raccontare le persone e le storie che uniscono la Sicilia all’America, valorizzando le nostre radici e, allo stesso tempo, costruendo nuove relazioni e nuove opportunità.” È forse questa la vera cifra del progetto: un ponte che, stagione dopo stagione, non smette mai di essere costruito, e che ogni volta trova qualcuno di nuovo disposto ad attraversarlo.
ROOTS Magazine vi racconterà a distanza questo viaggio, le tappe ed i protagonisti d’oltre oceano.
Nota — i protagonisti incontrati nelle prime due stagioni
Stagione 1 — Tele One, 2025 Dominik Gambino — Chicago, Joe Farruggio — Georgetown, Tony Mulè — New York, Vinny Vitale — Fredericksburg, Marzia e Rosalia — Stafford, Stefano Turriciano — New York, Settimo Guttila — Whippany
Stagione 2 — Tele One, 2026 Tony Di Piazza — New York, Benedetto Prestigiacomo — New York, Giovanni Orlando Conti — New York, Mario Amato — New York, Giuseppe Rollo — Filadelfia, Giuseppe Principato — San Diego, Celestino Drago — Los Angeles



