In Lombardia è attiva dal 1999 con iniziative dedicate ai giovani, al mondo delle carceri e degli ospedali. La storia della Famiglia Monzino nella musica prende avvio dal 1700. Un patrimonio morale oltre che di competenze e passione che oggi sono a disposizione della collettività.
Lo provano scienza e sociologia: la musica arricchisce la crescita personale e collettiva, favorisce l’integrazione sociale e sostiene la multiculturalità, unisce in una dimensione di ascolto reciproco, offre ai giovani espressione e sviluppo armonioso. Queste le premesse dell’impegno sociale della Fondazione Antonio e Carlo Monzino che dal 1999 sostiene progetti solidali che utilizzano la musica come strumento concreto di sviluppo per le persone e la collettività. Fin dalla giovane età, la pratica musicale diventa un ponte contro la violenza e il disagio sociale, capace di generare ascolto, empatia e rinascita.
L’ente promuove l’alfabetizzazione e la pratica musicale per tutti, con un’attenzione particolare ai più giovani, nella convinzione che la musica sia una componente fondamentale nel percorso di crescita.
La Fondazione rappresenta l’eredità morale della Famiglia Monzino che, dopo aver scritto pagine importanti e preziose della nostra storia - in particolare di Milano - in tema di strumenti musicali, si è posta come obiettivo lo ‘sharing culturale’, come fu definito da Pierluigi Panza sul Corriere della Sera, per il benessere della comunità. E ora, forte di una esperienza di 27 anni, la Fondazione mira portare i suoi progetti nelle più importanti città del Paese. A cominciare da Palermo, dove sono già in atto accordi con la Fondazione Made in Sicily ETS per animare con le sette note il difficile e affascinante quartiere Ballarò dove è maggiormente concentrato il disagio sociale in tutte le sue forme.
La Fondazione porta infatti la musica nei luoghi in cui è più necessaria, tra i giovani, nelle carceri e negli ospedali, offrendo l’opportunità a chiunque di esprimersi, crescere e ritrovare armonia con sé e con gli altri.
I Monzino risultano maestri liutai nel capoluogo lombardo dalla seconda metà del 1700 ed è grazie all’atelier Monzino che nasce e si sviluppa la liuteria a Milano tra ‘800 e ‘900 e fino agli Anni 70 del secolo scorso i migliori liutai italiani sono usciti proprio da quella bottega. Nel tempo ‘Monzino’ è diventato un brand acclamato in particolare per le produzioni di corde armoniche tanto che Nicolò Paganini esigeva solo e soltanto i loro manufatti. Non meno fortunata è stata l’impresa economica di rilevanza internazionale e le sue ricadute in ambito lavorativo e sociale tra ‘800 e ‘900; notevole anche l’attività nell’editoria musicale che ci ha lasciato testimonianza di un patrimonio musicale davvero unico grazie alla conservazione dei manoscritti, delle bozze di stampa, delle lastre di piombo e delle stampe finali. Cessata ogni attività economica, la Famiglia da 27 anni dedica passione, strumenti, cultura, conoscenze e documentazione a iniziative educative attraverso la Fondazione voluta e presieduta da
Antonio Monzino VII, che spiega: “Fare musica significa acquisire competenze, rafforzare la fiducia in sé stessi, imparare a stare in relazione con gli altri. È un’esperienza che accompagna nel tempo e che può fare la differenza, un antidoto che aiuta a prevenire situazioni di disagio, contrastare fenomeni come il bullismo e l’abbandono scolastico, favorire inclusione e partecipazione. Operiamo con la consapevolezza della tradizione, credendo nella Famiglia, e nei valori che ne accompagnano il cammino, con lo sguardo rivolto al futuro, nella certezza che promuovere la conoscenza, il sapere e soprattutto il saper fare riferendomi alla pratica musicale nella formazione dei giovani, sia condizione essenziale per la costruzione di un Paese con solide basi strutturali”.
Al fianco di Antonio Monzino nella governance figurano la moglie Emanuela e i fratelli della VII generazione della famiglia. I valori dichiarati sono promozione culturale, inclusione, interazione personale, prevenzione.
Ambassador istituzionali sono Laura Marzadori – Primo violino della Scala di Milano (oltre all’impegno alla Scala prosegue nell’attività solistica che la vede collaborare con direttori di fama e tenere concerti in tutto il mondo) e la neuroscienziata cognitiva Laura Ferreri, docente di Psicologia e Neuroscienze della Musica all’Università di Pavia. La sua ricerca è volta principalmente a studiare i processi emozionali, di ricompensa e memoria legati alla musica. È attivamente impegnata nella divulgazione delle neuroscienze della musica tramite conferenze, eventi e media. La ricerca scientifica conferma che la pratica musicale potenzia le connessioni neurologiche delle attività cerebrali, coinvolge l’individuo a livello emozionale e relazionale e produce benefici concreti sul benessere della persona.
Fare musica significa quindi offrire l’opportunità di sviluppare l’autostima, migliorare la comunicazione non verbale, favorire l’aggregazione sociale e multiculturale, ridurre le disuguaglianze e accorciare le distanze tra le persone. La sua azione è particolarmente efficace sulla prevenzione e sul recupero del disagio esistenziale, sia per i più giovani sia per le persone con patologie degenerative gravi.
I principali progetti dell’ente sono
Adotta un talento: borse di studio e dotazione di strumenti di pregio per far nascere nuovi talenti. Ne hanno beneficiato finora oltre 30 giovani. Collaborazioni: Cameristi del Teatro alla Scala, Le Dimore del Quartetto
Le Mani Sapienti: laboratori di liuteria per bambini e ragazzi sulla bellezza del ‘FARE. Presentato nel 2015 a EXPO, da allora sono stati coinvolti oltre 140.000 persone, più di 400 musicisti e liutai. Ogni laboratorio è accompagnato da una performance musicale. Collaborazioni: Fondazione Cologni Dei Mestieri D’Arte, Impresa Sociale Cometa Fondazione Pensare Oltre, Le Dimore del Quartetto
Musica in Carcere: percorsi musicali funzionali alla riabilitazione e inclusione sociale, donazione di strumenti, allestimento di sale di musica, lezioni e laboratori collettivi, concerti al di fuori del carcere, aperti al pubblico. Beneficiari gli Istituti Penitenziari di Milano-Bollate, Beccaria e San Vittore (per totali 1500 ore di musica annue). Più di 500 detenuti coinvolti solo negli ultimi 4 anni, con una particolare attenzione ai minori e ai giovani adulti. Collaborazioni: Associazione Milano Musica, Associazione Suoni Sonori, Carosello Records e Mogar Music.
Musica in Corsia: la musica negli ospedali li trasforma in luoghi di ascolto e speranza, come un abbraccio che unisce e dona forza. Beneficiari: 25 istituti ospedalieri in 7 provincie lombarde, più di 800 persone coinvolte, di cui più di 200 operatori sanitari, più di 200 studenti musicisti, più di 400 visitatori. Collaborazioni: Ufficio Scolastico per la Lombardia Liceo B. Zucchi di Monza, I sogni di Iaia Associazione Comusica.
Orchestre regionali della Lombardia: sostegno e percorsi orchestrali e performativi accessibili e gratuiti ai giovanissimi provenienti da diversi contesti sociali e culturali, creando esperienze ad alto impatto sociale nei territori. Fare Musica Insieme come efficace antidoto alle forme di disagio giovanile favorendo il superamento delle differenze sociali e culturali. Dal 2019 beneficiari oltre 700 ragazzi dagli 11 ai 24 anni di 21 licei lombardi e 5 orchestre. Attraverso prove, concerti e attività formative, si sostiene la crescita musicale e personale dei giovanissimi partecipanti, favorendo inclusione, collaborazione e cittadinanza attiva. Collaborazioni: Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, Liceo B. Zucchi di Monza.
LE TAPPE DI UNA STORIA BICENTENARIA
La storia della Famiglia Monzino inizia nella seconda metà del XVIII secolo. Due etichette, ancora inedite nel panorama degli studi sulla storia della liuteria e degli albori della famiglia Monzino, ci suggeriscono i primi passi dell’attività di Antonio I: la prima ritrovata in una mandola bassa, databile agli Anni ’60 del Settecento, testimonia di una bottega nella zona di Porta Orientale di Milanocittà ― corrispondente all’odierna Porta Venezia e in particolare alla moderna via di San Pietro all’Orto ― posta dirimpetto all’Uomo di Pietra; la seconda, riportata in un repertorio storiografico sulla liuteria del 1913, ci racconta di una bottega in Contrada dei Pennacchiari ossia nella zona dell’odierna via Torino.
Antonio Monzino I (1747-1800) nel 1767 si stabilì in Contrada della Dogana all’insegna della Sirena n. 4037. “Fabbricatore di Istrumenti e corde armoniche” geniale e instancabile, ma anche importatore e rivenditore di tutto ciò che era necessario ai musicisti, nonché editore, Antonio I Monzino aveva già in sé tutti i tratti peculiari di una storia che arriva fino ai nostri giorni.
Durante la gestione del figlio Giacomo Antonio Monzino II (1776-1854) l’iniziale attività artigianale viene integrata con il commercio di corde, accessori e strumenti antichi. La Famiglia diviene fornitrice di importanti Istituzioni milanesi. Maestro di violino e chitarra nonché compositore, Giacomo Antonio ha contatti con valenti musicisti dell’epoca, tra cui Niccolò Paganini e avvia l’attività di editoria musicale.
Con Antonio Monzino III (1800-1872) i Monzino vivono da protagonista gli avvenimenti delle Cinque Giornate di Milano e consolidano e sviluppano l’attività tramandata dall’Avo paterno.
Antonio Giacomo Monzino IV (1847-1929) introduce moderne macchine operatrici per la lavorazione del legno e la fabbricazione delle corde armoniche fasciate continuando nella tradizione della liuteria con i migliori artisti italiani dell’epoca, come i fratelli Antoniazzi, Romeo e Riccardo ma anche Erminio Farina, Severino Riva, Ambrogio Sironi e Luigi Galimberti che formeranno sotto la loro guida molti giovani-destinati a diventare tutti grandi liutai. Costituisce inoltre il “Circolo dei Mandolinisti” e continua con successo l’attività nel settore editoriale, occupandosi sapientemente dell’attività culturale milanese e nazionale.
Antonio Monzino V (1885-1918) collabora fattivamente all’impresa familiare ma purtroppo muore giovanissimo, a soli 32 anni, per una malattia contratta in guerra.
Con Antonio Carlo Monzino VI (1909-2004) si attua la diversificazione che i tempi richiedevano attraverso l’integrazione dell’attività artigianale con l’importazione e la commercializzazione di una vasta gamma di strumenti italiani ed esteri tra i marchi più prestigiosi.
Antonio Monzino VII (1938) raccoglie l’eredità commerciale, moltiplicando le attività del Gruppo e ideale della Famiglia, credendo nella musica quale componente essenziale di un’armoniosa crescita culturale. Costituisce a tale scopo la Fondazione Antonio Carlo Monzino, per la diffusione dell’educazione attraverso la musica: missione questa in cui si riconoscono anche i fratelli Vittoria, Carla, Alberto e Margherita.
L’impegno della Fondazione per la conservazione e la valorizzazione
Nei secoli, la famiglia Monzino ha dato vita a un laboratorio di idee e di studi applicati alla fabbricazione di strumenti musicali di pregevole fattura. Da qui ha preso corpo una collezione tra le più importanti di strumenti a pizzico e arco, sapientemente raccolti da chi conosceva il “mestiere” in modo profondo e riusciva per questo a valutare ciò che la perizia di alcuni aveva tramutato in opera d’arte.
La collezione, valorizzata dalla sua omogeneità, illustra in modo esauriente un lungo percorso organologico, presentando molte varietà di esemplari eseguite dagli stessi liutai, alcuni dei quali hanno avuto notevole rilievo nella storia della liuteria dal Settecento al Novecento. Tra questi i fratelli Guadagnini, i fratelli Riccardo e Romeo Antoniazzi, Ambrogio Sironi, Paolo De Barbieri, Severino Riva, Gennaro Marino, Innocente Rottola, Gennaro Fabbricatore, Giovanni Battista Fabbricatore, Erminio Farina, Luigi Galimberti, Luigi Baioni e Carlo Antonio Testore. Fanno parte della Collezione Monzino numerosi strumenti la cui data di fabbricazione si colloca tra la fine del Seicento e oggi. Tra questi figurano un certo numero di chitarre, tra cui una di un costruttore anonimo di scuola italiana databile alla fine del Seicento e un violino con etichetta “Carlo Antonio Testore del fu Carlo Giuseppe in contrada larga al segno dell’aquila Milano 1759”. Di questi, 79 strumenti sono stati donati nel 2000 al Museo Civico degli Strumenti Musicali del Castello Sforzesco di Milano con la finalità di mettere a disposizione della comunità l’esperienza, la competenza e la cultura acquisita in oltre duecento anni di storia nella produzione di strumenti musicali di alto artigianato.
Altri strumenti sono dati in comodato d’uso gratuito con il progetto Adotta un Talento. Ogni musicista ha il desiderio di incontrare il suo strumento ideale, per questo la Fondazione affida in comodato strumenti prestigiosi della propria collezione a musicisti meritevoli, per promuovere il talento e diffondere la musica. Nel febbraio 2013 è stato dato avvio anche al progetto di riordino, tutela e conservazione del patrimonio documentario dell’attività Monzino.
Grazie al contributo di Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, tra il 2019 e il 2020 è stato fatto un censimento dettagliato del fondo archivistico presente alla Fondazione Antonio Carlo Monzino. I documenti sono confluiti nell’odierno Archivio Storico di Casa Monzino.
La natura di questi documenti è decisamente eterogenea, includendo lettere, registri aziendali, spartiti, fotografie, bozzetti di stampa e molto altro ancora. Il lavoro di censimento ha consentito di inquadrare specifiche categorie tematiche in cui poterli suddividere: Archivio Fotografico, Atti Notarili, Attività Sociale, Azienda, Cataloghi e Listini, Corrispondenza, Editoria, Famiglia, Grafica e Pubblicità, Musica, Post 1971 (categoria che comprende tutto ciò che riguarda periodi successivi alla nascita della società Monzino Spa, avvenuta appunto nel dicembre del 1971).In aggiunta, parte dei documenti è stata oggetto di una campagna di scansione che ha portato alla creazione di oltre 730 immagini digitali.
Il patrimonio Monzino tuttavia non si limita al materiale di tipo prettamente documentario. Ad esso infatti si affiancano:
una serie di lastre di piombo per l’editoria;
una serie di disegni tecnici per la costruzione di strumenti musicali;
una serie di cliché tipografici per l’editoria;
materiale tecnico di liuteria.
Nell’Archivio Storico è inoltre conservato l’archivio delle edizioni storiche della Casa Editrice Carisch, acquisita poi dal Gruppo Monzino.
L’archivio è al momento in fase di riordino e catalogazione e quindi non è direttamente consultabile. Per informazioni sul materiale conservato o per richieste di consulenza su ricerche, scrivere a: archivio@fondazioneacmonzino.it



