Chi cerca la casa dei nonni. Chi cerca un cognome, un dialetto, una traccia di famiglia. Chi cerca, semplicemente, un luogo dove sentirsi ancora italiano.
Sono i piccoli centri, più delle grandi città, i luoghi dove queste ricerche trovano risposta. I borghi conservano un legame con la storia che altrove le trasformazioni urbane hanno in parte cancellato: strade, cognomi, chiese, botteghe che restano identiche a quelle lasciate da chi è partito. Per questo diventano spesso ancore per chi desidera riscoprire la terra da cui sono partiti genitori e nonni.


Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento, è uno di questi luoghi. Il 22 e 23 agosto festeggia dieci anni dalla conquista del titolo di “Borgo dei Borghi”, ottenuto nel 2016.
Due giornate di musica e tradizione, con l’inaugurazione di una stele celebrativa: non un semplice monumento, ma il simbolo di un percorso che in un decennio ha prodotto ricadute concrete, sul piano dell’immagine, dell’economia e del turismo.
Il titolo del 2016 ha acceso i riflettori sul borgo, rafforzando l’interesse per il patrimonio storico, architettonico, paesaggistico ed enogastronomico del territorio. Tra le iniziative nate in questi anni spicca il progetto delle “Case a 1 euro”, diventato un modello conosciuto ben oltre i confini nazionali, capace di richiamare nuovi residenti e investitori da tutto il mondo e di generare interventi di recupero del patrimonio edilizio.
È qui che il decennale conta più della cifra tonda. Il titolo di Borgo dei Borghi non racconta solo cosa Sambuca è stata capace di costruire in dieci anni: restauri, nuovi residenti, un’economia locale rilanciata. Racconta anche cosa Sambuca continua a rappresentare oggi.
Un’ancora, appunto. Capace di accogliere sia chi ha comprato casa senza mai avere avuto radici in Sicilia, sia chi invece a Sambuca ci è tornato dopo generazioni all’estero, scoprendo che il legame non si era mai davvero interrotto.
“Il nostro Borgo è stato eletto a buen retiro da moltissimi italiani e stranieri”, racconta la sindaca Giovanna Casà, sottolineando come il titolo abbia trasformato Sambuca in un punto di riferimento internazionale, costruendo nel tempo un modello di partecipazione attiva in cui ogni ospite finisce per sentirsi parte della comunità.
Per l’assessore alla cultura e vicesindaco Giuseppe Cacioppo, il traguardo del 2016 non è mai stato un punto d’arrivo, ma l’inizio di un percorso che ha portato Sambuca a farsi conoscere ancora di più nel mondo, trasformando la visibilità in nuove opportunità per il turismo, per le attività economiche e per l’intero territorio.
Il programma delle due giornate intreccia rito e spettacolo.
Sabato 22 agosto, alle 21.30, il Rito del Fuoco firmato da Giuseppe Cimarosa apre la festa con artisti del fuoco, danzatrici e cavalli. Alle 22.00 sale sul palco Roy Paci & Aretuska.
Domenica 23 agosto, in Piazza della Vittoria, tocca a Pino Minio, volto di “Io Canto Senior”, chiudere il weekend.
Anche il coordinamento regionale dei Borghi più Belli d’Italia partecipa alla celebrazione. “Saremo onorati di partecipare alla festa di comunità organizzata per l’occasione”, dichiara Michelangelo Giansiracusa, coordinatore regionale dell’associazione, sindaco di Ferla e presidente del Libero Consorzio comunale di Siracusa.
Dieci anni, due giornate, un titolo che continua a produrre effetti: numeri che raccontano qualcosa che va oltre la cronaca locale, il segno che i piccoli centri restano, ancora oggi, i luoghi dove le radici italiane si possono toccare con mano.
Perché un borgo, quando sa raccontarsi, può diventare casa anche per chi arriva da lontano.
In programma: Rito del Fuoco e concerto di Roy Paci & Aretuska (22 agosto), Pino Minio in Piazza della Vittoria (23 agosto).



